Ai microfoni di Radio Adige TV, il codirettore artistico del Festival del Cinema Africano Stefano Gaiga ha raccontato la 44ª edizione del Festival del Cinema Africano, in programma fino a dicembre con tappe nelle scuole e una serata aperta al pubblico l’8 novembre al Cinema Teatro San Massimo.
Bentornato Stefano, è già passato un anno! Raccontaci un po’ le novità di questa edizione del Festival del Cinema Africano.
Quello che ci apprestiamo a vivere da lunedì prossimo è la parte educational della 44ª edizione del Festival, un appuntamento a cui teniamo molto. Significa entrare nel mondo della scuola, dai bambini dell’infanzia fino all’università. Dal 4 all’8 novembre saremo in città, poi dal 9 novembre al 13 dicembre in provincia, in una trentina di località con 60 proiezioni.
Un impegno enorme. Com’è dialogare oggi con i ragazzi su temi così importanti?
Viviamo un’epoca complessa, ma il cinema è uno strumento efficace. Attraverso le immagini portiamo un punto di vista interdisciplinare: arte, filosofia, società. I film ci permettono di parlare di temi universali come razzismo, diritti, ambiente, relazioni umane, e di cambiare lo sguardo su realtà spesso distanti ma che ci riguardano tutti.
Sul vostro sito ho visto i film in concorso: quali temi emergono di più?
I titoli sono scelti con cura per i diversi target, ma un filo rosso c’è: il rapporto tra generazioni. L’Africa, oggi, è un continente giovane e vivace, e il confronto tra tradizione e modernità è centrale. In realtà, di Africa ce n’è anche in Europa: la portiamo dentro le nostre comunità ogni giorno.
Sabato 8 novembre al Cinema Teatro San Massimo ci sarà una serata speciale. Cosa accadrà?
Alle 21 ci sarà la serata di gala, aperta al pubblico. Le giurie — dagli studenti universitari a quelli delle superiori e dei più piccoli, fino ai detenuti del progetto Cinema al di là del muro — premieranno i film vincitori. Poi proietteremo una delle opere premiate. Sarà un momento intenso e condiviso, il coronamento di un grande lavoro collettivo.
Un progetto importante anche dal punto di vista educativo e sociale. Chi lo sostiene?
Il Festival vive grazie al volontariato e alla collaborazione di realtà storiche come il Centro Missionario Diocesano, la Fondazione Nigrizia dei Missionari Comboniani, il Progetto Mondo MLAL e l’Istituto Don Mazza. Tutti impegnati nel promuovere il dialogo interculturale. La nostra missione è creare spazi d’incontro tra popoli diversi: una società capace di dialogare e convivere nella diversità è la base per un futuro di pace.
Quindi ci vediamo l’8 novembre al San Massimo!
Esatto, sabato 8 novembre al Cinema Teatro San Massimo. Dopo quella serata, inizieremo già a pensare alla 45ª edizione. Seguiteci sui social e sul sito www.cinemafricano.it.

