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Roy Paci: «La mia tromba? È un pezzo della mia anima»

Roy Paci
Roy Paci

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In una puntata carica di energia e musica, Tutti Amici, il format condotto da Alain Deejay su Radio Adige TV, ha ospitato una delle icone più travolgenti della scena musicale italiana: Roy Paci. Tromba alla mano – o meglio, nel cuore – l’artista siciliano ha raccontato con passione il suo nuovo brano “Tromba”, il tour in corso e l’importanza di suonare davvero, senza filtri né artifici. Una chiacchierata intensa, ironica e sincera, come nello stile di Roy.

Roy, benvenuto a Tutti Amici! Come stai?

Sto benissimo! Qui in Sicilia l’estate è già arrivata e noi siamo sempre felici di condividerla. Il sole ce lo teniamo stretto, ma ci piace anche esportarlo!

Pochi giorni fa è uscito il tuo nuovo brano, “Tromba”. Com’è nato?

Era da anni che sentivo il bisogno di dedicare qualcosa a lei, la mia tromba, che si chiama Sofia. È lo strumento che mi ha cambiato la vita, è stato con me nei momenti più importanti. È vero, è solo un pezzo di ottone, ma ci soffio dentro l’anima. Con Lorenzo Vizzini abbiamo giocato anche sul doppio senso della parola “tromba” con un po’ d’ironia.

Il brano è già amatissimo! È entrato subito in rotazione anche qui da noi. Parliamo anche del tour: sei super attivo, come sempre.

Questo è un tour di transizione, l’album uscirà quest’inverno. Ma non riusciamo mai a fermarci: i festival ci chiamano, il pubblico c’è, e allora via! Il tour vero e proprio partirà nel 2026: Europa d’inverno, festival d’estate e poi Sud America. Una bellissima avventura.

Intanto “Tromba” va forte ovunque. Sei soddisfatto?

Sì, molto. È un brano suonato, come tutta la mia musica. Oggi c’è tanto digitale, ma noi continuiamo a suonare strumenti veri, dal vivo, senza “aiutini”. E si sente. Il pubblico lo riconosce e lo apprezza.

Questo è importante da dire: suonate davvero! E la vostra musica è piena di libertà e contaminazioni.

Esatto. Rifiuto le etichette. Facciamo una “pacianga” sonora che mescola tutto. Ogni musicista nella mia band studia, si aggiorna, esplora culture diverse. È questo che ci arricchisce. Come diceva Maradona: io valgo, ma senza la mia squadra non sarei nessuno. Vale anche per me.

Roy, grazie di cuore. Ti aspettiamo a Verona!

Volentieri! È tanto che manco, l’ultima volta fu a Nogara, ma vogliamo tornare!

Ascolta “Tromba”