•
Articolo

Nasce Amarnò, il liquore veronese di Giulietta e Romeo

Maurizio Zumerle - Founder Amarnò

ATTENZIONE!

Gentile visitatore, stiamo riscontrando un disservizio legato al player del video.
Clicca su «Guarda il video su YouTube» se il player non si apre correttamente.

GUARDA SU YOUTUBE

Un nuovo prodotto si affaccia sulla scena enogastronomica scaligera. Si chiama Amarnò e si presenta come il “liquore di Giulietta e Romeo”. Ideato dal veronese Maurizio Zumerle, l’amaro è nato in modo del tutto fortuito e si sta ritagliando un proprio spazio nel mercato, con l’ambizione di diventare un vero e proprio souvenir tipico della città.

Il nome è un acronimo che sta per “amaro di arance e noci”. La particolarità della ricetta risiede nell’utilizzo del melangolo, una variante di arancia amara, unita alla noce immatura, all’alloro e alla melissa.

«Facendo varie prove per fare degli amari, ho provato a unire due prodotti che normalmente sono lontani», ha spiegato Zumerle ai microfoni di Tutti Amici. L’intuizione ha preso forma grazie a una pianta di melangolo nata spontaneamente nel giardino dell’inventore. Si tratta di una materia prima rara a queste latitudini, tanto che oggi, per garantire una produzione legata a una finestra temporale di soli quindici giorni, gli agrumi vengono fatti arrivare anche dalle pendici dell’Etna.

Il legame con il territorio è il fulcro del progetto. Zumerle ha brevettato il marchio e il metodo di produzione, ideando la bevanda appositamente per il mercato turistico. Il formato della bottiglietta, infatti, è stato studiato per superare agevolmente i controlli di sicurezza negli aeroporti. A fare da cornice al liquore c’è anche una rivisitazione della storia dei due amanti shakespeariani, scritta dallo stesso creatore e premiata di recente in un piccolo concorso letterario.

«Vorrei che il mondo Amarnò diventasse un equilibrio tra il dolce e l’amaro», ha sottolineato l’ideatore. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un prodotto gastronomico fortemente identitario per chi visita Verona, alla stregua delle celebri “Palle di Mozart” di Salisburgo.

La bevanda, presentata nelle scorse settimane anche al festival “I Primi d’Italia” di Foligno, rappresenta però solo il punto di partenza. Il marchio si sta infatti allargando verso altre preparazioni. Sfruttando gli stessi ingredienti base (in particolare la sinefrina contenuta nell’arancia) ma senza l’aggiunta di alcol, un laboratorio di Bussolengo ha già messo a punto una marmellata biologica. «Pensiamo l’anno prossimo di farne un qualche migliaio di vasetti», ha anticipato Zumerle. In fase di test ci sono anche dei cioccolatini, realizzati in collaborazione con due storiche cioccolaterie situate in Emilia Romagna e in Toscana.

Attualmente la distribuzione del liquore si appoggia all’e-commerce e tramite Amazon.