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M4gic Play: «Stiamo portando una nuova wave urban latin in Italia»

M4gic Play
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Tra i protagonisti della quinta edizione del Premio Radio Adige TV ci sono anche i M4gic Play, duo formato dai fratelli Samuele e Giovanni. Già noti al pubblico della rassegna, tornano in gara con nuova musica e un’identità artistica sempre più definita. Ospiti negli studi televisivi, hanno raccontato la nascita del progetto, l’evoluzione del loro sound e il nuovo singolo Occhi chiusi, che apre una fase più matura e internazionale del loro percorso.

Sono felice di rivedervi, perché tornate al Premio Radio Adige con musica tutta nuova. Per chi vi conosce meno, facciamo un po’ di storia: come nascono i M4gic Play?

Siamo due fratelli, Samuele e Giovanni. Tutta questa passione per la musica è nata quando eravamo ragazzini: su YouTube guardavamo video di Daddy Yankee, Limbo e Despacito, e ci siamo detti “vogliamo fare anche noi musica”. Abbiamo iniziato a suonare, siamo nati come musicisti: chitarra e pianoforte.

Quindi siete partiti dalle basi, dalla musica suonata.

Esatto, dalle basi. Abbiamo sempre suonato e durante la pandemia, stando a casa, abbiamo sentito il bisogno di scrivere la nostra musica, raccontare le esperienze e le emozioni che provavamo. Abbiamo iniziato a scrivere tante canzoni, a partecipare a contest, conoscere nuove persone e ampliare le nostre conoscenze.

La musica unisce e porta anche a nuove collaborazioni.

Sì, abbiamo conosciuto tante persone, anche grazie ai contest e ai talent, e questo ci ha permesso di crescere molto.

Parliamo del nuovo progetto: è uscito da poco il vostro nuovo singolo. Come si chiama?

Occhi chiusi“.

Un progetto che segna anche un cambiamento di sonorità. Com’è nata l’idea?

Sentiamo di portare questa nuova wave in Italia: urban latin, reggaeton, con influenze internazionali. Ci piace molto sperimentare e questo progetto conferma la nostra evoluzione, dal rap pop a questa nuova direzione.

Anche il videoclip segna un passo importante, con una produzione più strutturata.

Sì, abbiamo girato il videoclip alla discoteca Etica. Ringraziamo Marco, Anita Maggio e tutta l’Icey Dance Studio.

Il brano nasce anche da un’esperienza personale.

Sì, eravamo appena tornati da una serata in discoteca ed erano le tre di notte. Avevo appena litigato con una ragazza, Nicole, e continuavo a ricevere una chiamata. Non sapevo se rispondere o no, c’era questo contrasto fortissimo tra mente e cuore. Da lì è nata la canzone, una seconda possibilità, con l’amore che alla fine trionfa.

Avete presentato il singolo anche dal vivo.

Sì, abbiamo presentato l’anteprima alle Piramidi, al centro commerciale di Vicenza. È andata molto bene, il pubblico ha interagito tanto e il brano è piaciuto.

Come sta andando Occhi chiusi?

Sta funzionando molto bene e questo ci spinge ancora di più a creare nuova musica e continuare su questo filone.

Guardando al futuro: ci sono nuovi progetti in arrivo?

Sicuramente pubblicheremo altri singoli, sempre legati a questa nuova wave reggaeton. Stiamo lavorando anche a eventi live, soprattutto per l’estate. Non vogliamo spoilerare, ma ci saranno delle belle occasioni per trovarci dal vivo.

Avete anche avviato un progetto parallelo legato alla scrittura.

Sì, ci siamo messi a disposizione anche di altri artisti: scriviamo canzoni, testi e musica. Non solo come artisti, ma anche come autori per altri.

Un percorso che può aprire anche a nuove collaborazioni.

Assolutamente sì, sarebbe bello anche collaborare in futuro.