Una storia fatta di immagini, persone e amore per Verona. Leonardo Ferri, toscano di origine ma veronese d’adozione, è stato ospite di Alain Deejay nel programma Tutti Amici su Radio Adige TV per raccontare la sua esperienza e il progetto fotografico “Veronensis”, nato per celebrare i suoi dieci anni nella città scaligera.
Il progetto, che oggi coinvolge 130 cittadini veronesi, si è trasformato in un libro e in una mostra che uniscono arte e solidarietà: tutti i ricavi sono infatti destinati ad ABEO, associazione che sostiene i bambini in cura e le loro famiglie.
La mostra dedicata a Veronensis sarà visitabile l’8 e 9 novembre a Palazzo Verità Poeta, con ingresso gratuito e la possibilità di ricevere una copia del libro a fronte di una donazione. Un’iniziativa che unisce arte, emozione e solidarietà, nel segno di una Verona vista attraverso lo sguardo autentico di chi l’ha scelta come casa.
Come nasce l’idea di dedicarti alla fotografia e di farne una passione di vita?
Il motore di tutto è sempre stata la curiosità: conoscere persone, ascoltare storie e raccontarle. La fotografia è un mezzo straordinario per dare memoria, e questo per me è fondamentale.
Oggi parliamo del tuo nuovo progetto, Veronensis. Raccontaci com’è nato.
È nato per celebrare i miei dieci anni da veronese d’adozione. Sono toscano, di Prato, ma a Verona ho trovato una famiglia, due figli e tanti amici. Ho deciso di restituire tutta questa bellezza attraverso ciò che amo di più: la fotografia.
Quante persone hai coinvolto?
All’inizio erano una trentina, ma il progetto è cresciuto fino a 130 veronesi, ciascuno con la propria storia. Da questi incontri è nato un libro e anche una mostra.
So che c’è anche una finalità solidale.
Sì, tutto il progetto è pro bono: i ricavi vengono donati ad ABEO, per sostenere i bambini e le famiglie in cura. È un modo concreto per ringraziare la città e fare del bene.
Viviamo in un’epoca in cui tutti scattano foto con lo smartphone. Cosa pensi di questo?
È bello, ma il digitale è precario. Consiglio sempre di stampare le foto, di renderle tangibili. Io ogni anno creo un libro con circa 1.300 immagini. Stampare è un modo per non perdere la memoria.
Parliamo del tuo libro.
È un volume di 276 pagine, pesa oltre due chili. Ho scattato 28mila foto per arrivare alle 260 definitive. Due immagini per ciascun protagonista, un anno di lavoro intenso.
Quando potremo vedere la mostra?
L’8 e 9 novembre a Palazzo Verità Poeta, a Verona. L’ingresso è gratuito e chi vorrà potrà fare una donazione ad ABEO. Con un contributo minimo di 50 euro si riceve anche il libro.
Progetti futuri?
Stiamo pensando a un Veronensis 2 o a un progetto simile in altre città, come Milanensis. Inoltre, con l’associazione Historia, continueremo a organizzare mostre ed eventi a scopo benefico.

