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In Gran Guardia si celebrano le coppie veronesi con 50, 60 e 70 anni di matrimonio

Anniversari matrimoni

L’amore non è un oggetto pronto all’uso, è un sentimento che va coltivato con impegno per rigenerarsi nel tempo. E questo sembrano dimostrare le oltre 700 coppie che giovedì 13 e venerdì 14 novembre hanno festeggiato in Gran Guardia i 50, 60 e 70 anni di matrimonio. Ad accoglierle il sindaco di Verona Damiano Tommasi e l’assessore ai Servizi demografici Federico Benini. Con un evento di intrattenimento cabarettistico, presenti gli artisti Gian Piero Sterpi e Alessia De Pasquale, e di convivialità l’Amministrazione celebra gli importanti anniversari del 2024 e dei primi sei mesi del 2025. Conduzione di Alain Marchetti.

Sono quasi 1500 le persone che hanno gremito l’auditorium della Gran Guardia, suddivisi in più appuntamenti durante le giornate. Ospiti speciali, 5 delle 11 coppie che a Verona hanno festeggiato il 70esimo anniversario e che hanno confermato la loro presenza in Gran Guardia per le 11.30. La prima cerimonia ha preso il via giovedì mattina, alle 9:30, con le prime 200 coppie.

Molti degli sposi, eleganti ed emozionati, sono arrivati in compagnia dei figli, con i nipoti o chi con persone care, per condividere questo importante riconoscimento di vita insieme. La ricorrenza vuole essere infatti un momento importante per la città e un’occasione per riflettere sul senso della famiglia, dei sentimenti, del rispetto e dell’impegno reciproco, valori fondanti della nostra società.

Una cerimonia dove il sindaco si è soffermato sui dettagli cui dare importanza nella costruzione di una relazione che possa tenersi viva: «Questo speciale momento ci fa riflettere sulle nostre famiglie, sulla nostra città e sulla sua comunità. E da genitore, marito e sindaco vi voglio dire grazie. Mi piace pensare che c’è una parte della vita di coppia, forse la più importante, composta proprio dalle cose che non si fanno e per le quali bisogna ringraziare l’altro. Parlo di piccoli e grandi gesti quotidiani, come il non lasciare i vestiti sulla sedia in camera, non sbattere la porta uscendo, non alzare la voce, non rispondere d’istinto. Tutte quelle volte in cui non facciamo prevalere la nostra volontà sugli altri, gesti che spesso non sono percepiti, ma che dimostrano amore, altruismo, attenzione per l’altro, per gli altri. Gesti che non esasperano gli animi, evitando di percorrere la strada dove tutto poi scivola, prendendo un’altra rincorsa».

«Sono cose poco valutate anche nella vita comunitaria, sulle quali ci dovrebbe essere consapevolezza, perché è importante esserci per gli altri, invece spesso accade il contrario. Piccole e grandi cose che ci aiutano a stare insieme, ad affrontare e risolvere i problemi. La forza delle vostre unione è quindi un esempio per tutti e tutte e in particolare per le giovani generazioni; sono granelli di resistenza sociale, che costruiscono la nostra comunità, di cui vi ringrazio e che vi auguro possa continuare ancora per molti anni».

Collegandosi all’ormai prossimo appuntamento delle cerimonie di chiusura delle Olimpiadi e di apertura delle Paralimpiadi, il sindaco ha inoltre evidenziato come «la coppia è come una squadra, una partita, una competizione, il cui risultato si costruisce attraverso un percorso fatto di quotidianità. Un gioco di squadra che non si limita a due persone, ma che include anche i figli. Perché la competizione è un misurarsi e confrontarsi ogni giorno, un continuo relazionarsi, per poi tornare in campo, tornare in pista, a rivedersi, a guardarsi negli occhi e a ricostruire la quotidianità del giorno dopo. Gli eventi delle cerimonie di chiusura delle Olimpiadi e di apertura delle Paralimpiadi saranno sicuramente appuntamenti unici per Verona, che nella loro particolarità, essendo un grande momento di festa per tutti e tutte, diverranno molto di più di una gara sportiva».