Croccante al primo morso, profumata appena uscita dal forno, immancabile nella torta della nonna. La mela sa farsi voler bene senza troppi effetti speciali. E oggi, 21 ottobre, ha anche una giornata tutta sua: è l’Apple Day, la ricorrenza nata nel Regno Unito per celebrare questo frutto e il mondo che gli cresce intorno. Perché dietro una semplice mela ci sono paesaggi, tradizioni e sapori da non perdere.
La storia comincia il 21 ottobre 1990 a Covent Garden, a Londra. L’associazione Common Ground organizza una festa che riporta la frutta negli spazi dello storico mercato: una quarantina di bancarelle, produttori, succhi e varietà da scoprire. L’idea non è soltanto offrire qualcosa di buono da assaggiare, ma richiamare l’attenzione sulla scomparsa dei frutteti tradizionali e sulla ricchezza delle coltivazioni locali. Insomma, una festa con un messaggio dentro. E non era il torsolo.specialcollections.
Da quell’appuntamento nasce una tradizione che si diffonde soprattutto nel Regno Unito, con iniziative organizzate il 21 ottobre e nei giorni vicini. Degustazioni, incontri con i coltivatori, spremiture e attività per le famiglie trasformano la mela nella protagonista dell’autunno. Non una giornata mondiale istituita dalle Nazioni Unite, dunque, ma una celebrazione nata dal territorio e cresciuta grazie alle comunità.
Il suo invito è semplice: guardare oltre il solito frutto scelto quasi in automatico. Le mele non sono tutte uguali, e conservarne le varietà significa custodire anche la diversità dei luoghi. Colori, consistenze e sapori raccontano una ricchezza che rischia di passare inosservata quando la spesa diventa soltanto una corsa tra gli scaffali. È proprio questa attenzione alla biodiversità il cuore dell’Apple Day.
Anche il nostro territorio ha qualcosa da raccontare. Nella produzione veneta trova spazio la Golden Delicious, e la Golden coltivata nel Veronese si distingue per la rugginosità della buccia, la croccantezza e la dolcezza: caratteristiche che ricordano quanto l’ambiente e il lavoro dei produttori possano contribuire all’identità di un frutto.
Poi, naturalmente, arriva il momento più piacevole: portarla in tavola. A spicchi per una pausa, nella torta da condividere o al forno per una merenda dal profumo di casa. Oggi, su Radio Adige, festeggiamo così: con un piccolo omaggio a un grande classico che non ha bisogno di reinventarsi per piacerci. Basta un morso.

