Ci sono canzoni che non chiedono permesso: partono e, nel giro di pochi secondi, stiamo già cantando. “Believe” di Cher appartiene decisamente alla categoria. Il 19 ottobre 1998 usciva il singolo che avrebbe fatto ballare il mondo e aperto un nuovo capitolo nella carriera della cantante. Oggi, 19 ottobre 2026, spegne 28 candeline. Ma provate a definirlo un pezzo “vecchio”: il ritornello potrebbe smentirvi prima ancora di arrivare alla fine della frase.
Il segreto? Una miscela di energia dance e sentimenti tutt’altro che leggeri. Perché sotto il ritmo da pista c’è una domanda che riguarda tutti: si può ricominciare dopo un amore finito? Cher risponde senza piangersi addosso, trasformando la delusione in una spinta a rialzarsi. Insomma, cuore a pezzi, sì. Ma possibilmente a tempo di musica.
A rendere “Believe” immediatamente riconoscibile è anche quella voce che sembra spezzarsi, scivolare e diventare quasi elettronica. Non è un difetto: è l’effetto voluto dell’auto-tune, uno strumento per correggere l’intonazione, qui utilizzato in modo creativo e ben evidente. Un trattamento diventato celebre come “Cher effect”, che contribuì a cambiare il linguaggio del pop. Altro che semplice tormentone: dentro quei pochi minuti si sentiva già un pezzo di futuro.
E pensare che Cher non era certo un’esordiente in cerca del primo successo. Nata il 20 maggio 1946 a El Centro, in California, aveva conquistato il pubblico negli anni Sessanta insieme a Sonny Bono, con il quale aveva portato al successo “I Got You Babe”. Cantante, attrice e volto televisivo, aveva già attraversato mode e stagioni dello spettacolo. Con “Believe” dimostrò di saper cambiare ancora pelle, senza perdere la propria identità.
Il risultato fu una nuova corsa in cima alle classifiche: nel 1999 il brano raggiunse il numero uno della Billboard Hot 100 americana. Cher aveva 52 anni e diventò la solista più anziana a conquistare quella vetta. Una bella risposta a chi immagina il pop come una festa con un limite d’età all’ingresso.wikipedia
Ventotto anni dopo, su Radio Adige TV celebriamo una canzone che mette insieme nostalgia e voglia di muoversi. Perché certi ritornelli non restano soltanto nella memoria: aspettano l’occasione giusta per tornare a tutto volume.

