Tutti dimentichiamo, anche le cose importanti. E il più delle volte ci sentiamo in colpa: come abbiamo potuto smarrire quel ricordo, quella parola, quel nome che era lì e adesso non c’è più? Ma dimenticare non è una colpa. È un’arte. Anzi, è una necessità biologica, una strategia evolutiva e, se vogliamo, una benedizione. Lo dichiara nel suo libro “Perché dimentichiamo – Una scienza dell’oblio” (Feltrinelli editore) Sergio Della Sala, neuroscienziato tra i più prestigiosi al mondo, docente all’Università di Edimburgo, ospite della prima parte di Verona Salute. Alla medesima domanda di partenza della nostra puntata, perché ci si dimentica e cosa fare, sotto il profilo clinico rispondono ricercatori e associazioni che si occupano del morbo di Alzheimer che si manifesta inizialmente con la perdita di memoria a breve termine, come dimenticare informazioni appena apprese, appuntamenti o eventi importanti, mentre i ricordi remoti spesso rimangono intatti. È un campanello d’allarme quando la dimenticanza non viene riconosciuta dal soggetto, che mostra disorientamento e difficoltà nel linguaggio. La malattia in Italia colpisce, insieme alle altre demenze (spesso difficili da distinguere una dall’altra), circa 1,2 milioni di cittadini. Nella seconda parte di Verona Salute ne parliamo con Silvano Pedron geriatra e membro dell’Associazione Alzheimer Italia Verona.
Perchè dimentichiamo & Alzheimer
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