Di anni ’90 si parla spesso con una certa nostalgia, soprattutto quando si tratta di musica dance. In quel periodo d’oro per le discoteche europee, però, non sempre chi appariva in video o sui palchi era la stessa persona che prestava la voce ai brani di successo. È il caso di Melody Castellari, per anni “voce fantasma” di numerosi progetti musicali.
Dietro la facciata di nomi di culto come Lady Violet, D.E.A.R. e A.D.A.M., si celava proprio la sua voce. Sua è l’interpretazione del successo internazionale «Inside to Outside» (Lady Violet), così come di «Zombie» (A.D.A.M.) e «Talk to Me» (D.E.A.R.). Sotto lo pseudonimo di Veronica, ha inoltre inciso la hit «I Can’t Get Enough».
Oggi, Melody torna protagonista con il progetto “M Violet“, lanciando un nuovo singolo inedito, intitolato «Love is Everywhere», uscito su tutte le piattaforme venerdì 25 settembre.
Ne ha parlato ai microfoni di Alain Deejay, raccontando la genesi di questa nuova fase artistica, nata in collaborazione con lo storico produttore di Lady Violet, Pippo Landro. «Molti anni dopo ci siamo ritrovati – spiega la cantante- e abbiamo detto: “Si potrebbe fare qualche cos’altro”. E considerando che io mi chiamo Melody e Lady Violet era un nome di fantasia (la cui immagine era affidata a Francesca Messina, un’altra bravissima cantante), abbiamo deciso di lanciare un nuovo progetto che racchiudesse un po’ le due cose».
Il ritorno alle sonorità dance anni ’90, del resto, è un trend attuale. «Tutto è ciclico, nella vita in generale e nella musica ancora di più – riflette M Violet -. In questo periodo storico particolare le grandi melodie degli anni ’90 stanno tornando tantissimo. Meno male, ci fa un sacco di piacere chiaramente».
Oltre al recente successo della cover di «Ti amo» di Umberto Tozzi, il nuovo singolo «Love is Everywhere» porta con sé un messaggio preciso. Il brano e il video (in cui la cantante appare come una sorta di fatina che riporta colore nel mondo) invitano a concentrarsi sulla positività. «Siamo circondati molto, troppo spesso, chiaramente da “negative vibes” – conclude l’artista -. Però se invece di fissarci su queste cose ci concentrassimo un po’ di più sulle cose belle, sull’amore, sulla gentilezza… le cose andrebbero sicuramente meglio».

